– Amica Mia – Mariama Bâ

Libri

Ciao, sono tornata!

Ho finito un altro libro.IMG-20180304-WA0024
Un Romanzo. Un breve ma potente Romanzo che mi ha lasciata in silenzio, in riflessione.
Non seguo un ordine per scegliere i libri da leggere. Come ho scritto altre volte, credo che i libri si presentino nel momento più opportuno della nostra vita. Se alcuni li lasciamo da parte, vuol dire che non è il momento per noi di conoscerne il contenuto.
E’ quello che mi è successo qualche tempo fa.

Un ambulante senegalese, in spiaggia, mi ha proposto un libro di letteratura africana:
“Ti piacciono i libri?”
“Mi piacciono molto i libri”
“Conosci Mariama Bâ?”
“No” rispondo con una faccia incuriosita
“Era una scrittrice senegalese. Ha scritto questo libro. E’ un libro molto importante!”
Così mi è capitato questo volumetto che, tuttavia, non ho letto subito.
Mi incuriosiva. Ogni volta che lo vedevo a casa, sentivo la voglia di leggerlo, ma non lo facevo.
E’ passato un anno e mezzo.
Una sera, mi è venuto in mente e ho cercato informazioni su questa autrice che ha scritto il libro molto importante preso da un ragazzo senegalese in spiaggia.
Leggo: “Mariama Bâ nacque a Dakar nel 1929…il suo primo romanzo si intitola Une si longue lettre…è stata una partecipante attiva del dibattito femminista nel continente”.
Una femminista. Un libro di letteratura africana. Una lunga lettera da leggere in questo libro molto importante preso da un ragazzo senegalese in spiaggia.
Decido che è arrivato il momento.
Apro il libro e inizio a capire…
Una donna senegalese, Ramatoulaye, sta scrivendo una lettera a una sua amica, Aïssatou.
Lentamente e a poco a poco, vengono toccati e mi vengono spiegati dall’interno aspetti culturali della società senegalese che determinano la vita di una donna.
In particolare, Ramatoulaye, insegnante e madre di dodici figli, affronta ciò che consegue alla morte del marito. Un marito che cinque anni prima aveva preso la decisione di sposare una seconda moglie.
La poligamia, la vedova destinata a sposare un cognato, in quanto parte integrante dell’eredità del morto, la ribellione di una donna a questi dogmi, la sottomissione ai voleri delle famiglie, la distinzione tra ricchi e poveri e, in quanto poveri, indegni…
ogni tema viene affrontato in un modo così educato e riflessivo, che non ci si accorge da subito della potenza e del peso di ogni questione e di ogni singola parola.
In ciascuna pagina si spiega la vita di due donne forti e ribelli, che fanno delle scelte opposte ma consapevoli.

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E’ un libro che non riesco a spiegare perché non mi sento in grado. E’ un libro che mi ha dato ispirazione. Che mi ha dato da pensare.

Io che mi sono sempre sentita una battagliera…io che ora mi sento una debole femminista perché ho perso le parole.

 

Mi piace tutto ciò che c’è scritto.
Mi piace la calma e il raziocinio con cui Ramatoulaye affronta ogni questione anche se il cuore le scoppia dentro a causa dei troppi pensieri e delle delusioni. Mi piace perché la donna analizza tutta la sua vita per riorganizzare il suo momento presente. Mi piace perché il dolore non viene soffocato, ma espresso con contegno, per mantenere lucidità in una situazione pesante. Mi piace per la forza di ogni parola che risulta piena di significato. Mi piace perché ogni questione viene affrontata in modo completo, non in modo schematico come se al mondo esistessero solo il bianco e il nero.
Mi piace perché ho letto di donne che prendono decisioni difficili ma ben ponderate, su cui si può essere d’accordo o meno, ma comunque donne che non risultano asservite, che non sono docili, non arrendevoli e di certo non sconfitte.
E’ stato un vero arricchimento per me. Ne farò tesoro e vi invito a leggere questo breve ma lungo romanzo.
Scrivo qui le ultime righe della lettera di Ramatoulaye a Aïssatou. Credo che riassumano alla perfezione i pensieri e il cuore di una donna.

“Ti avverto già, non intendo rinunciare a rifarmi una vita. Malgrado tutto – delusioni e umiliazioni – la speranza mi abita. E’ dall’humus lurido e nauseabondo che scaturisce la pianta verde e io sento spuntare in me germogli nuovi.
La parola felicità significherà pure qualche cosa, non è vero? Mi metterò alla sua ricerca. Peggio per me, se poi dovrò scriverti ancora una lettera così lunga…”

Sicuramente, ora ho capito perché dovevo leggere questo libro molto importante consigliato da un ragazzo senegalese in spiaggia.

un bacio

Michela

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