– Amica Mia – Mariama Bâ

Libri

Ciao, sono tornata!

Ho finito un altro libro.IMG-20180304-WA0024
Un Romanzo. Un breve ma potente Romanzo che mi ha lasciata in silenzio, in riflessione.
Non seguo un ordine per scegliere i libri da leggere. Come ho scritto altre volte, credo che i libri si presentino nel momento più opportuno della nostra vita. Se alcuni li lasciamo da parte, vuol dire che non è il momento per noi di conoscerne il contenuto.
E’ quello che mi è successo qualche tempo fa.

Un ambulante senegalese, in spiaggia, mi ha proposto un libro di letteratura africana:
“Ti piacciono i libri?”
“Mi piacciono molto i libri”
“Conosci Mariama Bâ?”
“No” rispondo con una faccia incuriosita
“Era una scrittrice senegalese. Ha scritto questo libro. E’ un libro molto importante!”
Così mi è capitato questo volumetto che, tuttavia, non ho letto subito.
Mi incuriosiva. Ogni volta che lo vedevo a casa, sentivo la voglia di leggerlo, ma non lo facevo.
E’ passato un anno e mezzo.
Una sera, mi è venuto in mente e ho cercato informazioni su questa autrice che ha scritto il libro molto importante preso da un ragazzo senegalese in spiaggia.
Leggo: “Mariama Bâ nacque a Dakar nel 1929…il suo primo romanzo si intitola Une si longue lettre…è stata una partecipante attiva del dibattito femminista nel continente”.
Una femminista. Un libro di letteratura africana. Una lunga lettera da leggere in questo libro molto importante preso da un ragazzo senegalese in spiaggia.
Decido che è arrivato il momento.
Apro il libro e inizio a capire…
Una donna senegalese, Ramatoulaye, sta scrivendo una lettera a una sua amica, Aïssatou.
Lentamente e a poco a poco, vengono toccati e mi vengono spiegati dall’interno aspetti culturali della società senegalese che determinano la vita di una donna.
In particolare, Ramatoulaye, insegnante e madre di dodici figli, affronta ciò che consegue alla morte del marito. Un marito che cinque anni prima aveva preso la decisione di sposare una seconda moglie.
La poligamia, la vedova destinata a sposare un cognato, in quanto parte integrante dell’eredità del morto, la ribellione di una donna a questi dogmi, la sottomissione ai voleri delle famiglie, la distinzione tra ricchi e poveri e, in quanto poveri, indegni…
ogni tema viene affrontato in un modo così educato e riflessivo, che non ci si accorge da subito della potenza e del peso di ogni questione e di ogni singola parola.
In ciascuna pagina si spiega la vita di due donne forti e ribelli, che fanno delle scelte opposte ma consapevoli.

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E’ un libro che non riesco a spiegare perché non mi sento in grado. E’ un libro che mi ha dato ispirazione. Che mi ha dato da pensare.

Io che mi sono sempre sentita una battagliera…io che ora mi sento una debole femminista perché ho perso le parole.

 

Mi piace tutto ciò che c’è scritto.
Mi piace la calma e il raziocinio con cui Ramatoulaye affronta ogni questione anche se il cuore le scoppia dentro a causa dei troppi pensieri e delle delusioni. Mi piace perché la donna analizza tutta la sua vita per riorganizzare il suo momento presente. Mi piace perché il dolore non viene soffocato, ma espresso con contegno, per mantenere lucidità in una situazione pesante. Mi piace per la forza di ogni parola che risulta piena di significato. Mi piace perché ogni questione viene affrontata in modo completo, non in modo schematico come se al mondo esistessero solo il bianco e il nero.
Mi piace perché ho letto di donne che prendono decisioni difficili ma ben ponderate, su cui si può essere d’accordo o meno, ma comunque donne che non risultano asservite, che non sono docili, non arrendevoli e di certo non sconfitte.
E’ stato un vero arricchimento per me. Ne farò tesoro e vi invito a leggere questo breve ma lungo romanzo.
Scrivo qui le ultime righe della lettera di Ramatoulaye a Aïssatou. Credo che riassumano alla perfezione i pensieri e il cuore di una donna.

“Ti avverto già, non intendo rinunciare a rifarmi una vita. Malgrado tutto – delusioni e umiliazioni – la speranza mi abita. E’ dall’humus lurido e nauseabondo che scaturisce la pianta verde e io sento spuntare in me germogli nuovi.
La parola felicità significherà pure qualche cosa, non è vero? Mi metterò alla sua ricerca. Peggio per me, se poi dovrò scriverti ancora una lettera così lunga…”

Sicuramente, ora ho capito perché dovevo leggere questo libro molto importante consigliato da un ragazzo senegalese in spiaggia.

un bacio

Michela

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-Bambine Ribelli-

Libri

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Finalmente scrivo il primo post di questo 2018, con la speranza di impegnarmi sempre di più in questo percorso.

E’ stata dura riprendere! Un po’ per il lavoro, un po’ per lo studio, un po’ perché è mancata la motivazione. Ma sono qui per ricominciare.

Oggi vi saluto con uno stile da perfetto Dandy.

Mi sento un po’ Oscar Wilde mentre indosso questi pantaloni a quadretti,  non sagomati, e delle Oxford shoes. Tempo fa vi avevo detto di fare attenzione ai quadretti che sono un must have di questo periodo. Infatti, ormai, ne siamo circondati. Stanno spopolando in qualsiasi capo, dai pantaloni alle bluse alle giacche…e ci rimarranno anche per la primavera.

Questi, che indosso, li ho trovati da Stradivarius qualche settimana fa e li trovo splendidi. Sono comodi e hanno il loro fascino. Con la mia giacca in eco pelliccia, che ormai metto con tutto, e con la tracollina in velluto ho completato un outfit da gentildonna che mi piace tantissimo.DSC_0028

Mentre l’accessorio letterario che mi porto dietro è qualcosa che mi piace ancora di più.

Nella primissima pagina attaccata alla copertina, c’è la scritta “Questo libro è di…”, come nei nostri libri di quando eravamo bambini. Ma questo non è un libro per soli bambini.

Questo è un libro con una pillola di coraggio da leggere, a parer mio, non ogni sera, bensì ogni mattina. Penso che una storia di queste la mattina, prima di affrontare la giornata, possa darci un carico di motivazione enorme. Ci sono le storie di donne toste, donne che hanno preso in mano la loro vita senza aspettare che nulla piovesse dal cielo o che qualcosa accadesse. Donne che hanno lavorato e sacrificato pur di essere ciò che sentivano di voler essere. Parliamo di Cleopatra, di Chanel, delle magnifiche scrittrici che sono le sorelle Brontë o ancora della giornalista Anna Politkovskaja…

Vi ho già detto il mio pensiero: i libri capitano quando per noi è proprio il momento giusto di leggerli. Ho ragione no? Detto, fatto! Questo è proprio il libro che fa al caso mio ultimamente, perché so bene quanto la paura di fallire riesca a spegnere la passione e la voglia di combattere.

DSC_0019Ogni giorno lotto contro la me che dice che “non posso farcela” e ci sono periodi in cui ascolto maggiormente questa mia vocina interiore.

Ma poi, per fortuna, ci sono anche i periodi in cui torna la luce e la voglia di fare e di lottare. Ed è proprio in questi periodi che comunque mi preparo alla volta successiva, perché ci sarà sempre una volta successiva, in cui il mio spirito sarà di nuovo fiacco e arrendevole.

Una cosa che ho imparato però è quella di analizzare subito le volte in cui vengo sopraffatta dalla paura. Ho imparato a domandarmi come mai non fossi preparata a respingere l’attacco e cosa mi sia mancato in concreto per contrastare la convinzione di dover lasciare perdere. È proprio quando mi sento pronta e forte che preparo uno scudo ancor più forte per la volta successiva in cui sarò di nuovo troppo debole per proteggermi e reagire.

Ogni volta che ne avrò bisogno, ricorrerò sicuramente anche a queste pagine piene di forza, orgoglio e amore che tengo ben strette.

Perché proprio questo  è “Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli – 100 vite di donne straordinarie”.

Un Bacio

Michela

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Mangia Prega Ama – Elizabeth Gilbert

Libri

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Ho finito il libro!

Finalmente! – direte voi. Fatto tutto?

Si l’ho finito, si ho riflettuto, ne ho anche iniziato un altro, anzi altri due da leggere in parallelo in base all’umore. Ma non è il momento di parlarne ora.

Sono contenta! Ma non è che io lo sia perché mi vada tutto bene, bensì perché ho comprato un libro anni fa con delle aspettative e ho titubato a leggerlo per paura di rimanere delusa. E invece sono contenta!

Sono contenta perché ho finito il libro e fino all’ultimo me lo sono goduta. Fino all’ultimo ne sono stata attratta e, come ho scritto in un altro post, mi ha dato qualcosa.

L’ultima parte del viaggio, raccontato in “Mangia Prega Ama”, è stata una tappa piuttosto veloce. Una tappa più libera, meno meditativa e più tangibile.

Più concentrata, appunto, sull’amore. Amore in generale, amore come riscoperta dell’altro.

L’amore consiste nel darsi alle persone, vivere con loro e apprezzare i momenti in loro compagnia… perdonare  gli errori che possono commettere, guardando sempre al cuore piuttosto che  all’orgoglio. E’ sappiamo che non è facile. Se avete letto, o leggerete questo libro, potete capire a cosa mi riferisco.

DSC_0013In queste pagine, ho ricordato che l’amore è composto da tante facce e tanti livelli, ma il punto focale, su cui si basa tutto, è “togliere” qualcosa a noi stessi ( tempo, denaro, risate, lacrime…) e darlo agli “amati”, condividendo con loro questi doni. Amici, familiari, partner sono tutti compagni di viaggio e “amati” che ci son stati messi davanti, per partecipare alla nostra vita. Non dovremmo perderci neanche una briciola di ciò.

Nel complesso, questo libro è stato sicuramente un viaggio alla riscoperta della vita, che mi ha fatto provare molte emozioni. L’ho adorato!

E’ un’esperienza che potrà entrare nel baule della saggezza di chiunque la legga. Non cambierei nulla di ciò che c’è scritto. E’ perfetto così!

E’ quel che deve essere un viaggio!

A proposito di “viaggi emozionali”… l’anno scorso ho scritto delle giornate che ho vissuto in Israele, che mi hanno riempita e che mi hanno fatto pensare molto e in cui ho vissuto in prima persona delle scoperte profonde che ho ritrovato anche in questo libro.

Questo è il link, in cui vedrete anche delle bellissime foto del viaggio:

Vivere l’Israele

 

Spero che vi faccia piacere leggerlo. Per me è stata una riflessione davvero importante.

 

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Sono grata che mi sia stata data la possibilità di scrivere le mie impressioni in questo Blog, che voglio assolutamente segnalarvi.

https://quandotorni.com/

E’ un diario di viaggi che mi appassiona sempre tanto e mi fa sempre più innamorare del mondo, me lo fa desiderare e amare alla follia.  E’ un blog che mi ispira e mi trasporta ovunque.

Vi invito a seguirlo, perché si può trovare un pezzo vita in ogni riga letta.

 

 

 

 

Quanto a me, per oggi ho finito qui. La vostra #booksmodel si ritira per leggere altre storie.

Vi mando un abbraccio strettissimo e vi dico: A Presto!

 

Un Saluto

Michela

 

Prega…

Libri

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Lo so! E’ passata da un po’… l’estate dico!

Qui, in Sardegna, oscilliamo tra il giubbotto e le maniche corte, durante la giornata, quindi non sono ancora pienamente consapevole. Non ne sono convinta del tutto.
Ad ogni modo, non posso fare l’ostinata a sproposito e quindi, così come l’ho accolta, la saluto … intendo sempre l’estate: mia stagione preferita, mia stagione guida … colei che sveglia il mio senso di libertà e avventura.

Ora, dovrò rallentare e riflettere di più.

Visibilmente prendo ancora l’estate per mano, ma mi avvio a camminare con l’autunno, dai colori un po’ più silenziosi, che fa di tutto per non buttarci subito tra le grinfie dell’inverno.
3Stavolta, indosso una gonna in velluto, che sorride perché è arrivato il suo turno, mentre la mia giacca kimono è pronta a svolazzare via con il vento per sussurrare un “arrivederci”.

E’ il periodo di transizione in cui poter mixare leggero e meno leggero e io sfrutterò fino all’ultimo minuto.

– l’autunno è perfetto per uno stile British, più austero e classico… ne amo soprattutto i quadretti –
A proposito di “periodi di passaggio”! In questi giorni, sono stata in India.

Ahimè! Purtroppo, non in senso letterale.

Sono alla seconda parte del viaggio di Liz Gilbert in “Mangia Prega Ama”. Parole chiave: Transizione, Cambiamento, Scoperta, Meditazione, Vita al confine.
Continuo ad amare questo libro sempre più e a sorprendermi grazie ad esso. Non devo essere io a parlare di fede né posso dire di avere una rivelazione grazie ad un romanzo;2questo non è il luogo adatto e, soprattutto, si tratta di una cosa davvero troppo personale per ciascuno.

L’argomento, infatti, richiede tempo, profondità e pratica di vita. Tuttavia, mi piace molto leggere, o quasi ascoltare, l’esperienza di questa donna che racconta in modo così semplice, normale e anche ironico cosa abbia cercato e cosa abbia profondamente trovato.

Questo libro, qualche cosa me l’ha data e ne sono soddisfatta!

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Mi sembra di aver vissuto in India per qualche ora, o forse qualche mese.

Sento come se avessi raccolto un’esperienza nuova, sebbene non sia direttamente mia.

Ma è per questo che leggiamo, no?
Ognuno prende ciò che deve ricevere, rielabora e apprende ciò che vuole … ciò che è in grado di assorbire in quel momento della propria vita.

E io l’ho fatto!
Penso che sia importante, perchè dobbiamo ottimizzare il tempo che abbiamo!
Ma non voglio dilungarmi oltre. Mi concedo una sorta di post a voce bassa, un momento di raccoglimento dei pensieri, ringraziando per tutto quello che imparo ogni giorno e per le vittorie interiori che ultimamente riesco a percepire.
Ora, sono pronta per la terza e ultima tappa. Sarò di ritorno tra qualche giorno. Aspettatemi!
Se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di leggere questo libro. Mi piacerebbe conoscere le vostre sensazioni.
Arrivederci alla mia simbolica e amata estate.
Arrivederci a voi e a presto!
Un bacio
Michela

Ph: Federica Saba – https://www.facebook.com/Photographic-Emotions-314162662361236/

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SummerTime

Fashion, Libri

Finalmente, è arrivata l’estate! E io voglio darle il benvenuto con un post un po’ diverso.19478344_1456200761127918_322089657_o

L’estate è la mia stagione preferita. Naturalmente, non amo il caldo torrido e la sensazione di essere sempre spossata e sudata, tuttavia, amo l’estate perché mi sento libera.

Le giornate sono più lunghe, i vestiti meno ingombranti, le feste sono in spiaggia e i weekend al mare. È come un’avventura in cui viaggio, visito nuovi posti, vivo nuove esperienze e nuove emozioni che potrò conservare nel mio sacchetto dentro il cuore. L’estate è, per me, un momento di rinascita e ispirazione, in cui mi sento meno frenetica e più motivata.

Ho deciso, quindi, di salutare la bella stagione con le mie amiche, Alessandra e Giulia, che partecipano, insieme a me, in questo post di inizio-estate.19427717_1456201744461153_278059370_n

Lo stile che abbiamo scelto è il Boho Chic, che mi piace particolarmente e che trovo assolutamente adatto per questa occasione. Fortunatamente, in questa primavera estate 2017, la moda ci viene incontro, rendendo questo stile, comunque sempre cult, decisamente anche molto attuale.

Il Boho Chic è caratterizzato da vari elementi come: abiti carichi di decorazioni e disegni etnici; dettagli con ricami e pizzi macramè; denim e tessuti leggeri e svolazzanti in colorazioni naturali; scarpe quasi sempre basse e assolutamente confortevoli.

 

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Gli accessori sono un punto focale del Boho Style e sono ovunque, anche in testa. Possiamo vedere collane importanti, o più soft ma sovrapposte ad altre, bracciali in quantità e anelli vistosi. Questo stile si basa sulla comodità e su una “trasandatezza curata”, quindi anche i capelli scompigliati e al naturale fanno al caso nostro.

Ecco i nostri tre look Boho Chic!

A proposito! In pieno stile #Booksmodel, ho chiesto ad ale e giuli di portare con sè un libro letto da proporre in questo post.

Il libro portato da ale è “Ti scriverò dai confini del cielo” di Tanis Rideout. È una storia immaginaria, basata però sulle lettere autentiche che George Mallory e sua moglie si scrivevano. Mallory fu un alpinista inglese che partecipò alle prime spedizioni inglesi sul monte Everest. Scomparve sulla “cima del mondo” nel 1924 e il suo corpo fu ritrovato nel 1999. Non vi è la certezza se abbia, o meno, raggiunto la cima. Alessandra mi ha scritto: “Mi piace questo libro perché parla dell’amore che l’uomo nutre nei confronti della natura; perché parla di sfide che l’uomo pone a se stesso; perché spiega come Mallory, allontanandosi da casa e confrontandosi con la grandezza della montagna, ritrovi se stesso”.  L’essenza stessa di questo uomo risiedeva in quella grande sfida e il suo destino doveva compiersi in quella montagna.

“Perché vuole scalare l’Everest? – Perché è lì” (George Mallory)

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Giuli, invece, ha portato “Il Gabbiano Jonathan Livinghston” di Richard Bach, un romanzo breve, best seller, con i tratti di una fiaba e un forte significato spirituale. La storia parla del percorso di auto-perfezionamento di un gabbiano che, a tutti i costi, vuole seguire il suo sogno: Imparare a volare perfettamente. Questo sogno richiede molto allenamento e dolore – a causa di questo, il gabbiano viene allontanato dal suo stormo- ma egli sopporta questi sacrifici con pazienza e passione. Si parla di un percorso spirituale di miglioramento interiore e di salute di un’anima a cui non basta lo stile di vita vuoto, superficiale e consumistico che il mondo propone. Giulia mi ha scritto: “La vita è un’avventura da affrontare! È difficile, a volte, ma non bisogna sopravvivere, bensì imparare a vivere. Per essere davvero liberi occorre avere il coraggio di non lasciarsi influenzare dal pregiudizio degli altri e, soprattutto, seguire il proprio istinto, la propria mente e il proprio cuore”.

Anche il mio libro parla della ricerca di se stessi. Per queste settimane, ho scelto “Mangia Prega Ama” di Elizabeth Gilbert. Aspettavo da un po’ di leggere questo libro e ve ne parlerò nei prossimi post. Per ora, mi aspetto grandi emozioni.19449565_1456201554461172_105654082_o

Anche per stavolta, siamo giunti alla fine di questo speciale post di inizio-estate. Ringraziamo  la nostra amica, Federica, per queste meravigliose foto. È stata davvero paziente e ha saputo cogliere splendidamente, in questi scatti, la nostra amicizia e la nostra idea di libertà. Questa è la sua pagina Facebook

https://www.facebook.com/Photographic-Emotions-314162662361236/

Lasciate il vostro prezioso like e aiutateci a farla crescere. Grazie!

Aspettiamo di sapere cosa pensate delle nostre proposte per un look Boho Chic e delle storie da leggere sotto l’ombrellone.

Ci vediamo al prossimo post!

Un Bacio

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– Hollow City –

Libri

 

 

 

Pausa lunga, ma eccomi che riprendo a scrivere sul blog. Sono molto felice!

 

In questo post, saluterò il libro che ho appena finito di leggere, ma prima vi mostro il mio outfit.

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Ricordate il post sulla sezione degli sconti del sito di H&M? (Eccovi il link https://theovalmirror.com/2017/05/10/a-mini-shopping-guide/ )

 

Questo abitino è uno dei miei trofei scovati proprio li. Non c’è bisogno di troppe parole per raccontarvi di quanto mi piaccia.

Non è appariscente ed è romantico il tanto giusto per me. Le maniche svasate, ormai, le vediamo ovunque e io ne sono ben contenta, perché conferiscono, a chi le indossa, un carattere sognante e leggero.

Ho approfittato di questo nero per illuminare un po’ il tutto con questa pochette morbida argentata, altro mio gioiellino, custodito gelosamente. Anche questa di H&M.

Sono una Dreamer Girl a tutti gli effetti, mi trovo bene in questo abito e l’ho sentito perfetto in questo sfondo fiabesco.

Mentre passeggiavo per fare queste foto, mi sono persa nel

paesaggio, nella pace e nell’aura magica che si era formata. Ripensavo a cosa dire di questo libro e mi è quasi sembrato di esserci entrata._MG_21021.jpg
Questo secondo capitolo della saga di Miss Peregrine mi ha regalato dei momenti avventurosi. Tuttavia ammetto di aver provato sentimenti contrastanti.

Forse anche a causa del periodo un po’ stressante, non ho saputo apprezzarlo in ogni momento. Però, mi è piaciuto!

È una storia per ragazzi, che non sembra avere molte pretese, ma non è comunque banale. A volte è molto lenta, a volte è veloce e avvincente grazie anche ai vari colpi di scena.

Qualcosa, di queste avventure, mi ha riportata a quando, da ragazzina, vivevo dentro Harry Potter e, ora, mi sono immaginata a leggerle a una bimba curiosa prima di andare a dormire, discutendo di ognuno di questi Bambini Speciali.

La storia, la lascio un po’ da parte, perché più che

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in quella, mi sono persa in elementi che mi hanno trascinato in riflessioni vorticose. Una di queste è stata la questione dei viaggi nel tempo.

Mi incuriosisce il tempo! È una costante nelle vite di tutti; dobbiamo attenderlo ma lo abbiamo anche già passato.  Ci facciamo così poco caso!

La storia…noi ora sappiamo com’è andata, ma chi ci ha preceduto aveva mille dubbi, come i nostri, e non sapeva cosa sarebbe successo. Noi stessi non sappiamo che ne sarà, ma, in futuro, ci sarà qualcuno che ci guarderà al passato. Il passato contiene il bagaglio di storia che accompagna il nostro mondo, e mi incuriosisce pensare che, se qualcosa fosse stata anche minimamente diversa, avremmo potuto conoscere eventi diversi…o forse no! Nel libro, si dice che ciò che è accaduto rimane così, quindi, anche cambiando qualche elemento, le cose, poi, trovano comunque il modo di accadere come devono. Secondo voi, ci sono infinite possibilità, oppure c’è solo una storia che si forma a prescindere da ogni nostra azione?
_MG_20051Questo mi ricollega anche all’altro elemento che mi ha colpito di questo libro: le foto che sono stampate al suo interno. Sono foto autentiche, qualcuna solo leggermente modificata, appartenenti a collezioni private.

Mi piace, sempre di più, l’idea che l’autore abbia immaginato e costruito i dettagli di una storia con ciò che era ritratto in questi scatti.

Queste foto per me sono un grande mistero, non per la loro particolarità, ma per il fatto che le persone che vi compaiono sono sconosciuti che non sapevano “come sarebbe andata a finire”. Mi piacerebbe andare indietro, al momento dello scatto, e chiedere a queste persone:  Chi siete? Cosa fate nella vita? Sapete che queste foto non andranno perse? Sapete che questo secondo, bloccato in uno scatto, esisterà per tanti anni?

Sapete che, un giorno, voi, per noi, sarete i personaggi speciali di Miss Peregrine?

Un Bacio

Michela

 

“Hollow City – Il Ritorno dei Bambini Speciali di Miss Peregrine” – Ransom Riggs

 

Ph: Ludovica La Piana

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Che Maledizione!

Libri

Eccomi nuovamente con un post veloce, pur sommersa da studdsc_0026io e lavoro, per ricominciare a governare, nel 2017, qui, nel mio piccolo regno.

Questi giorni di maltempo, appena passati, mi hanno tolto un po’ di libertà  e mi hanno
imposto di vestirmi a strati e pesante. I miei colori sono stati sobri e cupi come quelli del cielo, di cui bisogna assecondare l’umore.

L’outfit di stavolta è, quindi, abbastanza basic.

 

Il dettaglio che mi piace usare in questi giorni è dato dai calzini decorati che fuoriescono prepotentemente dalla scarpa, come un perfetto dandy moderno.

A proposito! I dandy sono dsc_0049tornati!

 

Il cappottino nero classico accentua un contrasto e conferma l’idea.

La pochette che indosso, unica nota di colore, è quella del penultimo post: L’ottavo capitolo di Harry Potter. Ho finito di leggerlo.

Ammetto di aver cercato qualche recensione sul web, per capire se la mia opinione fosse qualcosa di astratto, oppure se qualche altro lettore ne avesse una almeno simile. Ho avuto la conferma di non essere l’unica scontenta.dsc_0021

Sottolineo, come sempre, di essere fan, nell’anima, di Harry e della Rowling, e non smetterò mai di esserlo. Dico anche che non sono proprio scontenta dell’idea di base della storia. Quella, in fondo, mi piace!

Leggendo, però, ho avuto la sensazione come di una
storia scritta di fretta e poco o mal sviluppata. E con tutto il bagaglio precedente e l’esperienza di anni, la Rowling aveva a disposizione moltissimi spunti su cui poter lavorare. Quindi, per quanto mi riguarda, l’idea c’era, ma ci si poteva riflettere e ci si doveva lavorare molto di più.

Un punto contro la suspense, sicuramente, è dato dal fatto di aver lasciato la forma del copione. Quelle parentesi, che spiegano come dovranno muoversi gli attori in scena, hanno distolto la mia attenzione e mi hanno impedito di immergermi nella fantasia e di rimanerci. La sensazione è stata quella di “un sonno disturbato” durante il quale mi sveglio in continuazione.

Comunque sia, continuerò ad inseguire Harry Potter, ovunque si trovi, e immaginare le sue avventure. Quindi, come ultima parola, mi sento di dire:

Grazie, Joanne, per avermene parlato ancora una volta!

Un bacio

Micheladsc_0055

“Canto di Natale”

Libri

Il mio primo post di Natale e l’ultimo del 2016.

Avrei molte cose da scrivere, ma devo far del mio meglio per concentrare tutto in poche righe.

Ammetto che mi sdsc_0065ia capitato spesso di perdere lo spirito natalizio, e sono alla ricerca di quella gioia, piena di aspettative, che avevo da bambina. Quest’anno, mi sono persa in così tante cose, che non mi sono nemmeno accorta che stesse arrivando il Natale. Mi sono chiesta che fine avesse fatto la mia passione. In questi giorni, per forza di cose, mi sono immersa tra le file nei negozi, alla ricerca dei regali perfetti, quindi ho respirato quel vortice di corse fino all’ultimo minuto, di ricette per i cenoni, di meravigliose tavole imbandite, di regali scartati, profumo di dolci…

Ma ho comunque continuato a cercare un altro spirito del Natale. Mi sono imbattuta, così, in un libricino, forse scontato, ma, stavolta più che mai, una nuova scoperta: “A Christmas Carol” (Canto di Natale) di Charles Dickens.

Naturalmente, non mi sono immedesimata completamente nella figura del vecchio, egoista e avaro, Signor Scrooge, ma ho cercato di fare mia la sua conversione finale. Mi è piaciuto ricordare che cosa io credo sia davvero il Natale.

Natale vuol dire “Famiglia”. Natale vuol dire “Doni”, non solo “Regali”. Non vuol dire per forza “Serenità”, ma sicuramente vuol dire “Insieme”. Natale non ha senso se non si fa con e per gli altri.

Natale è… beh Natale è Amore.

E’ quella data che ritorna ogni anno, per ricordarci che il Mondo gira solo se lo facciamo girare gli uni per gli altri.

Natale ha senso solo se amiamo, se aiutiamo chi è in difficoltà, se consoliadsc_0028mo chi è triste, se gioiamo con chi è felice, se diamo il meglio di noi per rendere magica la nostra stessa vita…

E così, alla vigilia del mio momento più atteso, forse ho ritrovato il senso, la motivazione e la felicità.

Questo mi ha dato una spinta anche con i buoni propositi per l’anno nuovo. Quest’anno chiederò tante cose a me stessa. Mi chiederò di innamorarmi nuovamente anche delle più piccole e semplici cose, di appassionarmi di più e di mettere sempre il massimo in ciò che faccio, ma soprattutto di riuscire a donare momenti felici a chi incontro. Ho molta strada da fare e voglio cominciare subito!

Penso di aver finito. Forse son riuscita ad esprimere tutto ciò che volevo, quindi anche per stavolta vi lascio.

A  tutti voi, che mi date ogni volta la possibilità di esprimermi e di dire la mia, faccio i miei più sinceri auguri di Buone Feste. Vi auguro di portare allegria nelle vostre famiglie e vi auguro di avere ciò che desiderate e di essere sempre positivi e forti nelle avventure della vita.

Vi saluto e vi mando un grdsc_0013ande bacio

Tanti Auguri

                                                                                                                                            Michela

 

 

Ps: la mia amica Ale ha fatto per me e la mia famiglia il dolce per Natale. Non lo trovate spettacolare? Che Bontà! Se volete vedere di più, questa è la sua pagina Facebook     https://www.facebook.com/Dolci-pensieri-357721494595448/?fref=ts   

Lasciate un bel like, mi raccomando! Grazie mille.

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“Vicino a te non ho paura” – Nicholas Sparks

Libri

Il freddo inizia a farsi sentire anche qui a Cagliari. Questa volta, ho tirato fuori il mio giaccone trapuntato, che adoro tantissimo, e un maglione rubato a mio padre. Ho già sottolineato tante volte quanto io  adori i pezzi oversize. Danno effettivamente un  tocco maschile ma, a parer mio, se abbinati bene, si trasformano in femminilità forte, mood che oggi ispira tutto il mio animo.

La mia pochette di oggi è un romanzo che mi è stato prestato e che ho letto in pochi giorni e con avidità. Si tratta di  “Vicino a te non ho paura” di Nicholas Sparks.

Pensavo di rilassarmi, leggendo un romanzo scorrevole e piacevoldsc_0108e, e invece mi sono ritrovata in balia di un argomento delicatissimo e importantissimo, quale  è quello della violenza sulle donne. Mi aspettavo semplicemente una storia, in realtà, ho trovato una lezione. Non mi sento all’altezza di parlare di un argomento del genere e non saprei nemmeno da dove cominciare. Parlerò dunque delle mie poche sensazioni certe di questi giorni.

Inizialmente, ero molto combattuta su cosa scrivere di questo libro. Sicuramente, ho apprezzato la capacità dello scrittore di raccontare i pensieri esatti delle persone. La ripetizione ossessiva di alcune frasi e pensieri sconnessi, ad esempio, riescono a suscitare l’angoscia di un momento e a far sentire, e persino odiare, un personaggio. Ritengo che la storia si distingua per i suoi piccoli particolari, ma non è questo che mi ha colpito.

Il mio combattimento è nato dal fatto che ho dovuto mettermi in discussione e sono stata costretta  a pensare molto al mio atteggiamento davanti a questo argomento.

E, improvvisamente, nei giorni successivi, tutto inizia a collegarsi: un servizio in Tv che parla di un uomo che picchia le donne che “ama”; un link su Facebook dove mi si ricorda che il 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne; il video, che non avevo mai vistodsc_0102, di una ragazza indiana che mostra come applicare l’eyeliner sul suo volto sfregiato dall’acido… (tengo tantissimo a mettere qui il link del video di Reshma Qureshi https://www.youtube.com/watch?v=1arcR1fU4hY )

Che stranezza! Tutto  capita al momento giusto. La possibilità di soffermarmi e capire… Ecco cosa mi ha dato questo libro! Una lezione su una realtà che mi circonda e da cui, erroneamente, mi sentivo lontana. Mi ha dato la voglia di fare qualcosa di concreto, ma anche di dedicare il mio pensiero per questa giornata.

Voglio ricordare le donne che hanno subito e subiscono queste violenze; quelle che non ce l’hanno fatta e quelle che stanno ancora lottando; quelle che mettono a disposizione la loro storia per sensibilizzare e quelle che mettono a disposizione la loro vita e i loro sforzi per aiutare. Questo è un giorno di solidarietà; ma è solo uno, che simboleggia tutti gli altri giorni di lotta contro queste ingiustizie. Sono molto grata per questa lezione e non posso e non voglio più restare superficiale e indifferente davanti  alla violenza. So che dietro questa battaglia c’è una grande famiglia solidale, formata da persone stupende che portano avanti iniziative concrete per aiutare le donne in difficoltà; ma ciascuno di noi è chiamato a fare qualcosa per rendere, questo, un mondo migliore.  In un bellissimo cartone sdsc_0123i dice “Famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato”. Nessuno deve essere lasciato solo! Ricordiamoci che, in fondo, tutti cerchiamo amore.

 

“…e quelle che sanno spiegarti l’amore

o provano almeno a strappartelo fuori…”

(Le donne lo sanno – Ligabue)

“Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio” – L.Carroll

Libri

Finalmente, ho finito di leggere Alice.

Cosa ne dico? E’ pazzesco!

Mi sono ritrovata, di tanto in tanto, a ridere da sola, e spesso a chiedermi di cosa si stesse parlando. Vi siete mai domandati come si sta nella stanza riflessa dallo specchio del vostro salotto? E avete mai pensato di essere cambiati così tanto, sia fisicamente che mentalmente, da non sapere più se siate ancora voi o se siate diventati la vostra amica, Anna, o il vostro vicino, Franco?dsc_0025

Alice è una bambina un po’ permalosa, e Lewis Carroll era un mostro di immaginazione e
pure un eccellente matematico. Possibile?

La storia è veramente strana. I ragionamenti sono fantasiosi come quelli dei bambini. Sono così ingenui e privi di complicazioni da sembrare effettivamente logici. I giochi linguistici e psicologici mi hanno divertita tantissimo.

Quanto si può giocare con la fantasia? Non ci sono limiti, a meno che non siamo noi a costruirli…e questo libro ne è la prova.

Crescendo, ci si abitua a razionalizzare talmente tanto da perdere il senso del reale. Vi sembra un controsenso? Mi spiego meglio.

La pura e ossessionante razionalità dell’adulto nasconde, agli occhi, la vera magia e bellezza di questo mondo. Pensiamoci un attimo… Realmente, cosa c’è di razionale nel mondo? Diamo così per scontato ciò che ci circonda da non accorgerci più di quanto sia strabiliante ciò che vediamo.

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Ma perché, il mondo che gira sospeso nel vuoto non è una cosa fantastica? E le nuvole che volano nel cielo senza piombarci addosso? E il fatto che vediamo la luna illuminata dal sole ma, di notte, noi non vediamo il sole? Questa è follia! E’ tutto così incredibile e i bambini questo lo sanno. Perché gli adulti nemmeno lo notano?

 

Non abbiamo più il tempo per meravigliarci, perché siamo sepolti dalle regole imposte dalla società che noi stessi abbiamo costruito. Ma come avremmo potuto costruire cose così complesse se qualcuno, all’inizio, non avesse creduto a ciò che sembrava impossibile?

Quando parto e l’aereo decolla, guardo fuori dal finestrino con la pelle d’oca. Quasi impazzisco di gioia ed emozione, e l’unica cosa che vorrei sarebbe urlare a squarciagola: “Guardate tutti! Ce l’abbiamo fatta! Stiamo volando!”dsc_0034

Ora, voglio anche io ritrovare il mio spirito di bambina e mi affido a uno dei pezzi che ho preferito in questo libro:

 

“Io ho giusto cento e un anno, cinque mesi e un giorno”

“Questo non posso crederlo!” dichiarò Alice.

“Proprio non puoi?” Chiese la regina in tono compassionevole. “Prova ancora. Fa’ un respiro lungo e chiudi gli occhi”.

Alice si mise a ridere. “Non serve a nulla provare” disse. “non si può credere alle cose impossibili”.

“Oso dire che non hai molta pratica” affermò la regina. “Quando avevo la tua età, facevo sempre questo esercizio per mezz’ora al giorno. Diamine, certe volte ho creduto fino a sei cose impossibili prima di colazione”.

 

Vi ho convinti? Voi cosa ne pensate? Fatemelo sapere.

Vi mando un bacio.

A presto.

 

Michela

 

P.S. Ho scoperto come impedire la caduta dei capelli!

“Bisogna prendere un bastoncino dritto” disse il cavaliere, “e lasciare che i capelli ci si aggrappino, come una pianta rampicante. Ora, la ragione per cui i capelli cadono è che pendono giù… le cose non cadono mai in su, sai?”dsc_0030