– Pensiero –

Pensieri

“Solo sul mare si è davvero liberi” – Eugene O’Neill, Premio Nobel per la letteratura 1936.

 

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Qualche anno fa, mi sono imbattuta in questa frase. L’ho scritta in un cartoncino che ho appeso in camera e, da allora, non l’ho mai dimenticata. L’ho sempre sentita un po’ mia, nonostante non l’abbia mai compresa appieno.

 

 

 

Ho sempre amato il mare, in un modo particolare. E, sempre, ne ho avuto anche un timore reverenziale.

Avete presente il momento in cui si entra in acqua dopo un tuffo? Quei pochi secondi sott’acqua sono eccezionali, per me. Sembra che il tempo si fermi, c’è silenzio, c’è spazio…c’è pace.

Spesso, durante i periodi stressanti, vado al mare, mi siedo, lontana dalla riva, per scorgere quanto più possibile, e lo osservo congiungersi con il cielo. Quanta grandezza!  Rimango a riflettere, per molto tempo e mi sembra che il mare ascolti e mi dia consiglio. Davanti a questo, i problemi quotidiani appaiono insignificanti e, per quanta ansia e frenesia abbia il mondo, il mare resta li, fermo, sicuro e noncurante.19848897_10213794852775859_168769939_n

Lontana dal mare, non mi sono mai sentita a casa, tuttavia, crescendo, oltre all’amore, è aumentata anche la paura nei suoi confronti. Ma anche da qui ho avuto una lezione di vita.

Una sera di mezza estate, mi è capitato di rimanere in spiaggia fin dopo il tramonto. 19858865_10213794859496027_699859575_nAvevo l’anima inquieta – il mare al buio mi faceva molta paura.

Ho iniziato a passeggiare sulla sabbia fresca. Riflettendo tra me e me, un po’ distratta, sono arrivata in riva. L’acqua, tiepida, giungeva, a intervalli regolari, a scaldarmi i piedi.

Non so perché, senza pensarci sono entrata in acqua.

Vi sembrerà una cosa di poca importanza, ma per me è stato un momento particolare. Già poco dopo la riva, l’acqua era alta e mi arrivava alle spalle – Naturalmente, ho evitato di addentrarmi molto oltre. La prudenza non è mai troppa!

Mi sono fermata e sono rimasta li, in silenzio…rivolta verso la distesa d’acqua infinita e nera, a galla, ma immersa nel buio.

Ho fatto uno sforzo per evitare che il mio cuore uscisse dal petto. Ma non c’è stata solo paura, c’è stata anche meraviglia, curiosità…e infine serenità. Ho ascoltato quel momento pieno di sensazioni contrastanti. Sono rimasta li. Ho affrontato l’emozione negativa, lentamente. L’ho assaporata per averne la consapevolezza fino in profondità…il mare mi ha aspettato.  Mi sono chiesta perché avessi tanta paura. Mi sono guardata intorno. Ho fissato le piccole onde scure. Ho mosso le mani per toccare l’acqua e ho scosso le gambe per farmela scivolare sulla pelle.  E, infine, ho provato gioia.

Quella volta, ho ascoltato il momento…ho ascoltato me stessa. Mi sono incontrata.

Quella volta, il mare mi ha detto “come fare” e io, insieme con me, mi sono liberata.

Un bacio

19866276_10213794852615855_1353767206_n Michela

 

 

 

 

 

 

Ph:Federica Saba          https://www.facebook.com/Photographic-Emotions-314162662361236/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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