“Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio” – L.Carroll

Finalmente, ho finito di leggere Alice.

Cosa ne dico? E’ pazzesco!

Mi sono ritrovata, di tanto in tanto, a ridere da sola, e spesso a chiedermi di cosa si stesse parlando. Vi siete mai domandati come si sta nella stanza riflessa dallo specchio del vostro salotto? E avete mai pensato di essere cambiati così tanto, sia fisicamente che mentalmente, da non sapere più se siate ancora voi o se siate diventati la vostra amica, Anna, o il vostro vicino, Franco?dsc_0025

Alice è una bambina un po’ permalosa, e Lewis Carroll era un mostro di immaginazione e
pure un eccellente matematico. Possibile?

La storia è veramente strana. I ragionamenti sono fantasiosi come quelli dei bambini. Sono così ingenui e privi di complicazioni da sembrare effettivamente logici. I giochi linguistici e psicologici mi hanno divertita tantissimo.

Quanto si può giocare con la fantasia? Non ci sono limiti, a meno che non siamo noi a costruirli…e questo libro ne è la prova.

Crescendo, ci si abitua a razionalizzare talmente tanto da perdere il senso del reale. Vi sembra un controsenso? Mi spiego meglio.

La pura e ossessionante razionalità dell’adulto nasconde, agli occhi, la vera magia e bellezza di questo mondo. Pensiamoci un attimo… Realmente, cosa c’è di razionale nel mondo? Diamo così per scontato ciò che ci circonda da non accorgerci più di quanto sia strabiliante ciò che vediamo.

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Ma perché, il mondo che gira sospeso nel vuoto non è una cosa fantastica? E le nuvole che volano nel cielo senza piombarci addosso? E il fatto che vediamo la luna illuminata dal sole ma, di notte, noi non vediamo il sole? Questa è follia! E’ tutto così incredibile e i bambini questo lo sanno. Perché gli adulti nemmeno lo notano?

 

Non abbiamo più il tempo per meravigliarci, perché siamo sepolti dalle regole imposte dalla società che noi stessi abbiamo costruito. Ma come avremmo potuto costruire cose così complesse se qualcuno, all’inizio, non avesse creduto a ciò che sembrava impossibile?

Quando parto e l’aereo decolla, guardo fuori dal finestrino con la pelle d’oca. Quasi impazzisco di gioia ed emozione, e l’unica cosa che vorrei sarebbe urlare a squarciagola: “Guardate tutti! Ce l’abbiamo fatta! Stiamo volando!”dsc_0034

Ora, voglio anche io ritrovare il mio spirito di bambina e mi affido a uno dei pezzi che ho preferito in questo libro:

 

“Io ho giusto cento e un anno, cinque mesi e un giorno”

“Questo non posso crederlo!” dichiarò Alice.

“Proprio non puoi?” Chiese la regina in tono compassionevole. “Prova ancora. Fa’ un respiro lungo e chiudi gli occhi”.

Alice si mise a ridere. “Non serve a nulla provare” disse. “non si può credere alle cose impossibili”.

“Oso dire che non hai molta pratica” affermò la regina. “Quando avevo la tua età, facevo sempre questo esercizio per mezz’ora al giorno. Diamine, certe volte ho creduto fino a sei cose impossibili prima di colazione”.

 

Vi ho convinti? Voi cosa ne pensate? Fatemelo sapere.

Vi mando un bacio.

A presto.

 

Michela

 

P.S. Ho scoperto come impedire la caduta dei capelli!

“Bisogna prendere un bastoncino dritto” disse il cavaliere, “e lasciare che i capelli ci si aggrappino, come una pianta rampicante. Ora, la ragione per cui i capelli cadono è che pendono giù… le cose non cadono mai in su, sai?”dsc_0030

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